Certificazione chat whatsapp da remoto come prova legale

Certificazione Chat WhatsApp da Remoto come prova legale


La certificazione di una chat WhatsApp che conferisce ad un messaggio ricevuto il valore di una prova legale, può essere eseguita anche da remoto da uno studio di informatica forense ( ricordiamo che uno screenshot non è ritenuto una prova valida ai fini legali ).

Certificazione Chat WhatsApp da Remoto come prova legale

Whatsapp è un'applicazione di messaggistica di testo che viene utilizzata da oltre 1 miliardo di utenti in più di 180 paesi. Il suo uso è diventato così diffuso che è diventato una modalità primaria di comunicazione per molte persone. Molte parti ora usano WhatsApp anche a fini commerciali, come comunicare con i clienti, inviare documenti o persino negoziare contratti. Come consulenti informatici, una delle domande che ci vengono poste spesso è se i messaggi di Whatsapp possano essere addotti come prove in tribunale. Alcuni clienti hanno l'impressione che, a causa della sua natura "informale", i messaggi di Whatsapp non siano ammissibili come prova. Tuttavia, questa ipotesi è infondata in quanto confermiamo che i tribunali ora accettano i messaggi di Whatsapp come prova.

Tuttavia il messaggio Whatsapp può essere ammesso come prova solo se sono soddisfatti i seguenti criteri:

  • ammissibile ai sensi della legge sulle prove
  • deve essere rilevante per il procedimento giudiziario in corso, ovvero utile a dimostrare l'esistenza o la non esistenza di un fatto
  • deve essere autentico, ovvero soddisfare i requisiti procedurali per l'ammissione di un documento prodotto da un computer o tablet o smartphone che avviene solo tramite acquisizione forense del dispositivo o della versione web dell'applicazione che ha ricevuto il messaggio.

Per farvi comprendere meglio, al contrario di una copia autentica di una chat, uno screenshot whatsapp non ha valore legale perchè il messaggio, può essere valutato come non vero, e considerato come "diceria", non mostrando i seguenti particolari :

  • Il nome del mittente
  • La data del messaggio di Whatsapp
  • Il Numero di telefono del mittente
  • L'Immagine del profilo del mittente

Il principio generale è dunque che i messaggi di Whatsapp possono essere accettati come prove solo se certificati, onde evitare controversie sull'autenticità del messaggio di Whatsapp e sull'identità delle parti in causa nella conversazione Whatsapp. Le difese delle controparte in assenza di una copia autentica saranno : diceria, assenza di custodia, evidenza fraudolenta non autentica.

Di fronte alla tendenza delle comunicazioni che diventano sempre più digitali, i tribunali di tutto il mondo si stanno adattando e stanno diventando più aperti ad accettare comunicazioni elettroniche come messaggi di testo, messaggi Skype o Hangouts, chat internet e sì, messaggi WhatsApp, come prova. Le nostre autenticazioni quindi possono essere presentate in ogni corte giudiziaria al mondo mantenendo il loro valore legale.

Possiamo procedere in due modalità per CERTIFICARE UNA CHAT WHATSAPP:

1) Effettuando un'analisi forense classica con il dispositivo da inviare ai nostri laboratori. I costi sono logicamente più alti ma si ha il vantaggio di certificare tutte le conversazioni del dispositivo .

2) Procedendo alla certificazione con valore legale anche di una sola chat whatsapp ( se dovessimo ad esempio certificare solo i messaggi con una persona e non tutte le chat del dispositivo ) senza inviare il dispositivo ai nostri laboratori, connettendoci online da remoto per autorizzare l'accesso alla vostra versione whatsapp web. Soluzione molto più economica e veloce ma indicata solo per certificare poche conversazioni.

Potete leggere ulteriori informazioni sull'ANALISI FORENSE CHAT WHATSAPP [ click qui ]

 

Compilate il modulo
ANALISI FORENSE per conferire valore legale certificato
ad una chat o sms

 

PER QUALI SCOPI VIENE SOLITAMENTE RICHIESTA UNA COPIA AUTENTICA DI UNA CHAT WHATSAPP

A scopo puramente esemplificativo LA COPIA AUTENTICA DI UNA CHAT WHATSAPP viene solitamente utilizzata per :

  • documentare reati di diffamazione, calunnia, stalking e minacce su internet
  • raccolta di informazioni personali
  • impersonificazione
  • violazione dei rapporti di lavoro
  • dimostrare attività di lavoro illecite, di concorrenza sleale ...

VALORE PROBATORIO DELLA NOSTRA COPIA AUTENTICA / CERTIFICAZIONE DI UNA CHAT WHATSAPP

La nostra copia autentica, acquisizione forense di chat WhatsApp, avrà l'efficacia probatoria di cui all'articolo 2712 c.c. essendovi :

  1. indirizzo internet della pagina acquisita (#) https://web.whatsapp.com/
  2. tipo di browser utilizzato per l'acquisizione
  3. indirizzo IP che ha fornito al client la medesima pagina, ora, programma utilizzato per la copia e dati relativi
  4. il codice sorgente della pagina
  5. i report con le le firme digitali e certificati di sicurezza del nostro studio forense
  6. la marcatura temporale (*) su ogni file firmato digitalmente per assegnare una prova certa della data di acquisizione
  7. i pacchetti di rete dell'intera navigazione che vengono registrati a dimostrare la genuinità della prova raccolta e la conformità all’originale
  8. il video forensically sound dell'intera acquisizione

Cosa dice la legge ? WhatsApp fa prova legale

La Cassazione aveva già riconosciuto pieno valore probatorio per gli SMS e per le immagini contenute negli MMS, ritenute “elementi di prova” integrabili con altri elementi anche in caso di contestazione (Cass. Civ. 11/5/05 n. 9884), chiarendo peraltro che in caso di disconoscimento della “fedeltà” del documento all’originale, rientrerebbe nei poteri del Giudice accertare la conformità all’originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni (Cass. 26/01/2000 n. 866, ex multis). Allo stesso modo, tali disposizioni normative sono state invocate con riguardo ai messaggi WhatsApp ai quali peraltro, costituendo documenti informatici (ormai equiparati ai documenti tradizionali ai sensi della L. 40/08) a tutti gli effetti, si applicano tutte le norme in materia presenti nel nostro ordinamento.

Usi WhatsApp ? Tutto quello che invii e ricevi diventa legale come una raccomandata con ricevuta di ritorno. Ecco cosa accade oggi utilizzando WhatsApp come prova legale, ovvero quando il messaggio ha ottenuto la DOPPIA SPUNTA COLORE BLU.

Nello specifico, i tre diversi tipi di spunte WhatsApp hanno questo significato:

Una spunta verde/grigia -> indica che il messaggio è stato inviato correttamente (ma non ricevuto).
Due spunte verdi/grigie -> indicano che il messaggio è stato ricevuto dal destinatario (ma non letto).
Due spunte blu -> indicano che il messaggio è stato letto. E’ il cosiddetto “doppio controllo” (o double check, in inglese) che segnala la conferma di avvenuta lettura.

WHATSAPP COME PROVA LEGALE  :

  1. E’ AMMESSO COMUNICARE IL LICENZIAMENTO TRAMITE WHATSAPP

il Tribunale di Catania (Sez. lavoro Ordinanza, 27.06.2017) ha ritenuto che il licenziamento comunicato al lavoratore tramite WhatsApp assolva l'onere della forma scritta trattandosi di un documento informatico che, grazie al sistema delle doppie spunte (grigie quando il messaggio viene consegnato e blu quando viene letto) dà un riscontro completo della data e dell'ora di ricezione e lettura.

  1. E’ POSSIBILE COMUNICARE L’ASSENZA PER MALATTIA TRAMITE WHATSAPP

Il lavoratore può informare il datore dell'assenza per malattia con un messaggio WhatsaApp, trattandosi di una modalità il cui invio diventa più efficiente di una raccomandata a/r perché la "doppia spunta" grigia e blu dà informazioni immediate su data e ora di consegna e lettura (Tribunale di Roma, sentenza n. 8802/2017)

  1. SI PUO’ ESSERE LINCENZIATI PER UN MESSAGGIO WHATSAPP CONTRO IL DATORE DI LAVORO

Sempre in tema di licenziamento, il Tribunale di Milano (Sez. lavoro sentenza, 30.05.2017) ha ritenuto che fosse giusta causa di licenziamento la creazione di un gruppo WhatsApp utilizzato per denigrare il datore di lavoro, così sminuendo l'autorevolezza e il potere esercitato dallo stesso nei confronti degli altri colleghi.

  1. E’ CONSENTITO DIMOSTRARE ATTIVITA’ DI LAVORO SUBORDINATO TRAMITE WHATSAPP

I messaggi inviati tramite WhatsApp, contenenti anche fotografie, possono contribuire a dimostrare l'attività di lavoro subordinato, trattandosi di prove documentali che, insieme alle testimonianze, provano l'attività svolta come dipendente (Tribunale di Torino, sentenza n. 55/2018).

  1. E’ POSSIBILE OTTENERE LA CONDANNA AD UN PAGAMENTO DOVUTO PER UN MESSAGGIO DI CONFERMA SU WHATSAPP

I messaggi di WhatsApp legittimamente prodotti in giudizio, sono stati utilizzati per ottenere la condanna di una donna al pagamento delle somme di denaro di cui, in detti messaggi, riconosceva essere debitrice (Tribunale di Ravenna, sentenza n. 231/2017). In altre parole, alla luce della sentenza citata, il messaggio inviato in una chat di WhatsApp con il quale si afferma di avere un debito nei confronti del destinatario equivale ad un riconoscimento del debito stesso ex art 634 c.p.c.

  1. E’ PERSEGUIBILE IL REATO DI DIFFAMAZIONE PER UN COMMENTO FATTO SU UN GRUPPO DI WHATSAPP

Il Reato di Diffamazione si intende nel momento in cui l’offesa viene comunicata ad almeno due persone ( quindi un gruppo di whatsapp e non una chat privata ) ed è offensiva dell’altrui reputazione che si intende come onore e decoro di una persona, circa l’opinione degli altri. Per offesa alla reputazione si intende anche l’attribuzione di un fatto illecito quando questo viene identificato come riprovevole dalla comunità, in base a principi condivisi: si ricorda l’insulto alla professionalità, ai difetti fisici o per esempio l’attribuzione di appellativi come “ladro” ad una persona, anche qualora fosse condannata per furto.

  1. SI RISCHIANO SANZIONI PER LA PUBBLICAZIONE SU GRUPPI WHATSAPP DELLE IMMAGINI DEI PROPRI FIGLI MINORI

l Tribunale di Mantova Tribunale di Mantova, 19 settembre 2017) ha recentemente affermato la necessità del consenso di entrambi i genitori (o meglio: che non sussista l’opposizione di uno di essi) per la pubblicazione delle immagini dei figli minori su WhatsApp.

  1. SI COMMETTE REATO SE SI PUBBLICANO FOTO ALTRUI SU GRUPPI WHATSAPP SENZA IL CONSENSO DEGLI INTERESSATI

Se un privato pubblica un’immagine altrui senza aver ottenuto il consenso di chi vi è ritratto commette un illecito civile e l’interessato può chiedere al Tribunale di ordinare all’autore della pubblicazione o al gestore dello spazio online la rimozione immediata delle immagini o dei video. Se la pubblicazione delle immagini ha provocato un danno, anche morale, a chi vi è ritratto, questi può chiedere il risarcimento. Il risarcimento e la rimozione possono essere richiesti anche dai genitori, dal coniuge o dai figli della persona ritratta.

  1. E’ REATO DI STALKING SE SI MANDANO TROPPI MESSAGGI SU WHATSAPP AD UNA PERSONA

Il reato di stalking (dall'inglese to stalk, letteralmente "fare la posta") è entrato a far parte dell'ordinamento penale italiano mediante il d.l. n. 11/2009 (convertito dalla l. n. 38/2009) che ha introdotto all'art. 612-bis c.p., il reato di "atti persecutori", il quale punisce chiunque "con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita". Recentemente il reato di stalking su whatsapp è stato ridimensionato per il fatto che un utente può effettuare il blocco dei messaggi in modo molto più semplice e veloce di un sms.

VALORE PROBATORIO DI UNA PAGINA WEB

Il nostro studio offre su richiesta anche un servizio di autenticazione con valore legale dei contenuti disponibili su internet [ approfondisci qui ].

Ciò che appare sullo schermo del nostro computer quando accediamo ad un sito internet non è altro che la replica, scaricata nella memoria di lavoro del nostro PC, delle informazioni presenti sul sito che stiamo visitando. Si tratta, pertanto, della «rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti» o, in altri termini, di un documento informatico. La pagina web (così come i messaggi di posta elettronica non muniti di firma elettronica o i messaggi di testo SMS) è dunque un documento che può essere introdotto nel giudizio come prova anche se non sottoscritto.

Esegui subito la tua copia autentica pagina web

 

Furto della casella di posta o accesso abusivo al vostro account email ?

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